Luigi Grassi
ultima bellezza
EDITION DATA _
Formato chiuso 21x29,7 cm, 20 pagine inclusa la copertina, stampa digitale, interni stampati su carta Classic demimatt - Patinata opaca da 170 g/mq, copertina su Classic demimatt - Patinata opaca da 200 g/mq con plastificazione soft touch sul solo fronte, rilegatura a doppio punto metallico.Tiratura 15 copie.
Testo e cura editoriale — Luigi Grassi
Sono sempre stato una persona introspettiva, per cui all'inizio del mio percorso fotografico mi sono confrontato soprattutto con oggetti e paesaggi, cercando di trasformare il mondo circostante in poesia visiva. La verità è che fotografare le persone mi spaventava, ma con il tempo e la maturità ho iniziato ad avvicinarmi alla gente, introducendola gradualmente nei miei progetti.
La svolta per me è stata una residenza d'artista, che mi ha portato a interagire con persone sconosciute e a fotografarle: da questa esperienza è nato un portfolio fotografico, con il quale ho potuto respirare il legame che si instaura tra l'uomo e il territorio, in una correlazione antichissima e potente.
Questo è il percorso che mi ha condotto a questo nuovo lavoro, per me estremamente delicato e complesso, così lontano e forse persino anacronistico rispetto ai tempi
in cui viviamo.
Sono sempre stato colpito dalla poetica di Mario Giacomelli e sicuramente la mia ricerca è stata influenzata dal suo lavoro, in particolare dalla sua serie sull'Ospizio: forse, come lui, anche io sono affascinato e incuriosito dai segni che il tempo lascia sulla pelle delle persone, come l'aratro sulla terra dei campi delle sue amate Marche.
Questo portfolio non è frutto né di emulazione né di improvvisazione, ma di un'esigenza profonda, radicata nella mia esperienza di vita: negli anni '90 mia madre lavorava in un ospizio e da bambino spesso la accompagnavo o la aspettavo in quel luogo fino al termine del suo turno.
Questa è stata la mia occasione per esplorare e dare senso a certi meccanismi misteriosi della vita; da adulto ho sentito la necessità di indagare, attraverso la fotografia, qualcosa che all'epoca non avevo compreso fino in fondo.
